Eccomi qui a presentarvi una delle migliori realtà musicali del genere, anzi che dico, della scena musicale mondiale per quanto mi riguarda. Formatasi intorno al 2001 in Italia precisamente a Venezia e d'intorni (eh si, come al solito il Veneto ci da grandi soddisfazioni), paradossalmente sono ben poco conosciuti in patria. ma hanno all'attivo centinaia di date in tutta Europa, hanno aperto concerti di band ska-punk storiche come le ultime date del recente tour degli Ska-p (Monaco e Praga) e in passato quelli del calibro dei NOFX. Non da poco, il fatto che in questo periodo dove lo Ska è un genere in totale crisi di pubblico e rappresentanti, l'ultimo loro disco (Gran Galà) è stato sold out in Germania e Spagna!
Etichettare la band veneta una ska band non è corretto sebbene il loro repertorio sia principalmente impregnato di ska-punk, è influenzato da una patchanka di generi (nome non casuale, significa "mistura" termine coniato dai Mano Negra, di cui si sente l'influenza nei loro lavori, spesso si definiscono "band patchanka" in molte intervieste), che spazia dal folk alla musica balcanica, dal punk rock allo ska e musica cantautorale italiana. Alternano dure ritmiche punk ad un cantato di stampo "Gucciniano" e "Deandrèiano" con testi più o meno complessi e non sempre immediati, pregni di metafore ben incastrate tra loro, ma a volte un po' forzatine. Insomma hanno una personalità spiccata che ben si distingue dalle altre band del loro "settore" i cui i repertori al 98% sono strabordanti di slogan di stampo sinistroide, troppo scontati alla lunga ripetitivi e stucchevoli. A tal proposito vi inviterei ad ascoltare la loro traccia più rappresentativa "60 anni" contenuta nell'album "tutti assolti" (2004) un capolavoro di testo, che descrive benissimo gli ultimi 60 anni di Italia, una poesia moderna di grande impatto, ad avercene di testi del genere nella musica attuale!
Componenti
Dema - voce e chitarra
Jesus - chitarra solista
Ketto - basso
Rizia - tromba
Cioro - sax
Marangon - batteria
Recensione Discografia
Talco mentolato (2001)
EP prettamente ska, con testi leggeri e disimpegnati di stampo demenziale. Leggero e godibile ma purtroppo introvabile se non in rete cercando con pazienza
Tutti assolti (2004)
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Combat Cricus (2006)
Recensione completa album: Qui
Mazel tov (2008)
In ebraico sta per "buona fortuna" questo album è il più folk della band, qui si sente molto forte l'influenza dei Mano Negra. Da questo album sono tratte le canzoni più conosciute della band, come "La torre" e "St paulie" (di quest'ultima fecero uscire un cd singolo con la versione in tedesco, a mio avviso migliore della versione italiana), è contenuta anche una cover di una famosa canzone argentina "la Mano de dios", la cover è cantata in spagnolo riarrangiata in chiave ska. Non furono estratti videoclip.
La cretina commedia (2010)
Un capolavoro assoluto del punk moderno, estremamente tecnico e complesso, un po' troppo estremo forse ma assolutamente una pietra miliare del genere sulla scena mondiale, in alcuni tratti molto NOFX.
Il primo album concettuale della band, 13 tracce in cui si parla della storia di Peppino Impastato, dalla nascita alla morte, fatto in collaborazione con i famigliari di questo eroe moderno, purtroppo i testi sono estremamente metaforici e complessi, spesso risultano confusionari e forzati, l'ho ascoltato e riascoltato e tutt'ora rimane il mio cd preferito, ma ancora certe parti dei testi mi rimangono un mistero. Mentre 9 tracce sono dure e graffianti, nell'album sono presenti una traccia strumentale (quasi jazz) e 3 lenti, emozionanti e riflessivi degni dei migliori cantautori classici italiani.
Singoli: la parabola dei battagghi, perduto maggio e Punta Raisi
Gran Galà (2012)
Anch'esso un album concettuale, racconta la storia di un personaggio non ben specificato che è scappato da una Italia ormai alla deriva e ci ritorna ritrovando una situazione ancora più disastrosa. Le 15 tracce presentano un sound più moderato rispetto al precedente, a volte fin troppo "sbarazzino", spuntano strumenti meno standard come il buzouki (chitarra greca), banjo, violini, contrabbassi, violoncelli (bellissimo il pezzo strumentale XIII, una vera orchestra!) coadiuvati da testi politicizzati come sempre e più cattivi dei precedenti, quasi satirici. Rispetto al precedente è adatto a tutti gli ascoltatori persino casuali, ma non vi aspettate punk hardcore o ska-punk puro. Insomma godibilissimo da tutti, testi più accessibili e molto ballabili. Mi domando come un disco così non venga trasmesso da radio e media musicali. Da segnalare la traccia "dai nomadi" struggente ballata punk-rock con ritornello strumentale da brivido.
Singoli: la danza dell'autunno rosa, san maritan, teleternità


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